Cercare di soddisfare le aspettative del paziente in termini di densità e è sicuramente uno degli obiettivi più importanti nella chirurgia della calvizie, a cui succede la ricerca della totale naturalezza dell’intervento. Le domande che ci pongono spesso nostri pazienti sono principalmente tre:

  • Quali zone riuscirò a coprire?
  • I capelli saranno folti?
  •  Quanti interventi dovrà sostenere?

La risposta a queste domande cambia molto e dipende da un certo numero di fattori.

Il problema che si può trovare ad affrontare il chirurgo è legato sostanzialmente ai limiti dell’area donante in termini di capelli disponibili per il trapianto.

Il numero di capelli disponibili in area donante è limitato ed è nettamente inferiore al numero di capelli che esistevano in area ricevente prima che la calvizie iniziasse a fare il suo corso. Per questa ragione è impossibile ricreare la vera densità che si aveva prima che iniziasse la caduta, sostituendo al capello caduto quello trapiantato. Ne deriva che un punto critico della chirurgia della calvizie è cercare di creare la miglior illusione di densità ma con una quantità di capelli per centimetro quadrato nettamente inferiore a quello di una persona che non soffre di calvizie: è proprio qui che sta la bravura di un team medico. 

La densità massima che si può ottenere varia da paziente a paziente ed è determinata da diversi fattori come:

1. La risorsa della zona donatrice

Ci sono numerosi fattori che influenzano la possibilità per il chirurgo di creare densità ma probabilmente il più importante è il rapporto tra l’area donatrice disponibile e l’area calva e/o diradata che dev’essere trattata.
La disponibilità di capelli in area donante varia sensibilmente da paziente a paziente, per estensione (testa piccola/grande) e per qualità (area occipitale con capelli folti/diradati).

L’area donatrice dispone in media di 4000-8000 unità follicolari disponibili (circa 8000-16000 capelli)

L’area ricevente da coprire in un paziente con calvizie avanzata (area frontale + crown) prima che la calvizie iniziasse a fare il suo corso presentava circa 20.000-25.000 unità follicolari (circa 40.000-50.000 capelli).

Il confronto tra le 8000 unità follicolari disponibili e le 20.000 presenti nell’area ricevente prima che la calvizie facesse il suo corso mostra che non vi è semplicemente sufficiente area donante per un trapianto che vada a sostituire ogni singolo capello perso con uno trapiantato, per riportare la situazione alla fase pre calvizie.

Fortunatamente, pur tenendo conto dei limiti imposti dall’area donante, la maggior parte dei pazienti con un grado elevato di calvizie hanno sufficiente area donante per ristabilire un aspetto folto nei primi 2/3 frontali (escludendo la chierica/crown). Un buon numero di paziente può ottenere anche una certa copertura del crown. Sfortunatamente ci sono pazienti che semplicemente non hanno sufficienti capelli in area donante per ricostruire la chierica e in casi estremi vi sono anche pazienti che non sono candidati idonei per un trapianto di capelli.

Una situazione del tutto simile si presenta per quanto riguarda il posizionamento dell’attaccatura (hairline). Per alcuni pazienti occorre mantenere un’attaccatura alta e matura mentre altri hanno sufficiente area donante per creare un disegno più aggressivo e basso. Solitamente in pazienti con buona area donante e con un grado di calvizie non elevato si può ottenere una buona copertura in tutte le zone calve. In pazienti che invece presentano un’area donante scarsa e un’estesa zona calvizie la copertura ottenibile sarà più limitata.

  1. il grado di calvizie raggiunto

Considerando la diffusa scala Nordwood, è chiaro che il paziente potrà risolvere con un intervento una situazione compresa tra il grado I e il grado IV, ma dovrà sottoporsi a due interventi per una situazione compresa tra grado V e grado VII, per coprire le zone rimaste diradate/calve o per implementare la densità generale della chioma.

  • La possibile evoluzione futura della caduta

Un altro fattore che influenza la densità è la possibile evoluzione futura della calvizie. La caduta dei capelli può infatti progredire in modo imprevedibile. Un paziente che presenta oggi una caduta moderata può invece ritrovarsi con una calvizie estesa nel giro di pochi anni. I chirurghi devono essere abili e prudenti ed innestare i capelli seguendo uno schema che permetta al paziente di avere un aspetto naturale non solo oggi, ma anche in futuro in caso la sua calvizie progredisca ed interessi zone diverse da quella trapiantata. Le zone diradate che sono migliorate dopo il trapianto di capelli possono ritornare ad essere diradate in caso il paziente perda parte dei suoi capelli pre esistenti (cosiddetti indigeni). Il paziente inoltre si può ritrovare nel corso degli anni con un aspetto poco naturale se il posizionamento degli innesti da parte del chirurgo non ha tenuto conto della possibile evoluzione futura della calvizie. I pazienti devono comprendere che esiste la possibilità che la loro calvizie progredisca e che possano quindi aver bisogno di ulteriori interventi in futuro.

I dottori devono cercare di mantenere sufficienti capelli in area donante per poter far fronte alla possibile evoluzione futura della calvizie del paziente. Risulta molto difficile stabilire come evolverà la calvizie di un paziente soprattutto quando è giovane. La storia familiare aiuta a fare previsioni ma non è del tutto affidabile come criterio. La variabile più affidabile è probabilmente l’età del paziente e l’aggressività con cui la caduta ha avuto inizio. Un paziente che presenta una perdita di capelli significativa in giovane età terminerà con un grado avanzato di calvizie mentre i pazienti che iniziano a stempiarsi attorno ai quaranta o cinquant’anni molto probabilmente non avranno mai una calvizie importante.

  •  le caratteristiche del capello (colore, texture e calibro). 

Le caratteristiche dei capelli di un paziente possano fare la differenza sia a livello di risultato ottenibile sia per il tipo di approccio da parte del chirurgo. Quando parliamo di caratteristiche dei capelli ci riferiamo al colore, al calibro o diametro del capello (fine o spesso), al fatto che il capello sia riccio o liscio e al contrasto tra il colore del capello e quello della pelle.

I capelli ricci e spessi (calibro maggiore) permettono di creare più efficacemente l’illusione di copertura in quanto queste caratteristiche aumentano la superfice coperta dai capelli in un dato volume di spazio che si interpone tra lo scalpo e l’occhio umano. Questo significa che la stessa quantità di capelli ricci o spessi offrirà una maggiore copertura rispetto ad una situazione in cui il paziente ha capelli fini e lisci. Sebbene il chirurgo non posso controllare questi fattori, ne deve comunque tener conto nel prevedere il tipo di risultato a cui può aspirare un paziente.

I pazienti inoltre possono migliorare la qualità del capello utilizzando prodotti cosmetici o farmaci che ne aumentano il volume o il calibro (come ad esempio Finasteride o Minoxidil).

Il colore del capello riveste una certa importanza nell’illusione di densità raggiungibile. Chi ci osserva nota lo scalpo attraverso i capelli in parte per il contrasto tra il colore dei capelli e quello dello scalpo. Questo è piuttosto evidente in situazione di alto contrasto come ad esempio un paziente con pelle molto bianca e capelli neri e molto meno evidente in soggetti con carnagione chiara e capelli biondi. Il minor contrasto fra colore della cute e colore dello scalpo rende più difficile notare il diradamento e aumenta l’illusione di densità. Prodotti cosmetici come le microfibre di cheratina o soluzioni come la Tricopigmentazione agiscono proprio riducendo questo contrasto.

  • Maestria tecnica e artistica

Per ottenere la massima densità possibile un chirurgo deve avere in primis la capacità di sapere estrarre e trasferire un numero importante di delicate unità follicolari in modo da garantirne la massima sopravvivenza e quindi il minimo spreco di preziosi innesti. Questo però non è sufficiente, non basta solo essere in grado di trasferire migliaia di unità follicolari: è necessario anche che il chirurgo sappia anche come distribuire questi capelli nel modo più efficace possibile. Per distribuzione efficiente intendiamo la capacità di creare la migliore illusione di copertura con il minor numero possibile di grafts durante l’importantissima fase delle incisioni (chiamata anche apertura canali). L’abilità e l’esperienza del chirurgo in queste due fasi (estrazione giusta e ponderata dall’area donatrice e distribuzione efficiente con creazioni di siti strategici) permetteranno al paziente di ottenere il miglior risultato possibile tenendo in considerazione le caratteristiche individuali.

  • Aspettative

Fondamentale è avere aspettative reali che possano prepararvi a un livello di soddisfazione ragionevole.

Non riavrete mai i capelli di una volta. Il trapianto di capelli può migliorare significativamente il look di una persona (passare da esser calvi a potersi pettinare non è poco!) ma non si potrà mai ritornare a una situazione simile a quella in cui si era prima di iniziare a perdere i capelli. A volte ci si dovrà accontentare di coprire solo alcune zone e lasciare altre scoperte o diradate. Il trapianto di capelli comporta un semplice trasferimento di capelli da una zona all’altra, non la creazione di nuovi capelli.

Ci saranno cicatrici. Le moderne tecniche chirurgiche (Strip e Fue) producono entrambe esiti cicatriziali: la Strip lasciando una sottile cicatrice lineare di dimensioni variabili a seconda del prelievo effettuato, la FUE lasciando micro cicatrici circolari di dimensioni minori a 1 mm in tutta la zona d’estrazione. Chi annuncia il proprio metodo come “senza cicatrici” non sta quindi dicendo la verità. Non esistono al momento tecniche in grado di rigenerare i follicoli nell’area estratta nè tecniche che permettono clonare i follicoli ottenendo migliaia di unità follicolari da un solo capello.

La luce mosterà i vostri limiti. Un altro concetto che è importante capire è quello che fa riferimento alla distinzione tra osservazione sociale ed osservazione critica. 

Un trapianto di capelli con cui si raggiunge una densitá di 40-50 u.f per cm2 permette di ottenere l’aspetto di “foltezza sociale”, il che significa che il paziente avrà una capigliatura normale nella maggior parte delle situazioni sociali. Questo include “osservazioni superficiali” da lontano o fino ad una distanza minima di 30-40 cm.

L’obiettivo del trapianto non è eliminare totalmente la possibilità che lo scalpo sia visibile con un’osservazione critica, vale a dire quando i capelli sono separati (per esempio riga in mezzo) o quando si viene osservati da molto vicino (10-15 cm o meno di distanza dallo scalpo). Persino se si osservano da molto vicino persone che non soffrono di calvizie lo scalpo è nella maggior parte dei casi visibile. I pazienti il cui obiettivo è quello che lo scalpo non sia visibile in nessuna circostanza hanno obiettivi irrealistici e un’idea sbagliata di quello che si può ottenere con un trapianto, pertanto non saranno mai soddisfatti. Un paziente può ottenere un look che appare folto nella maggior parte dei casi ma lo scalpo sarà sempre visibile quando l’osservazione sarà critica e ravvicinata.